Archivi del mese: dicembre 2014

STAGIATE… CON PRUDENZA! – LAVORO

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TITOLO: “OFFRIAMO STAGE FORMATIVO A CANDIDATI… CON ESPERIENZA NEL SETTORE ?! ”

OBIETTIVO DELLA PROPOSTA: limitare l’abuso dello stage quando l’azienda richiede esplicitatamente candidati con esperienza specifica nello stesso settore e che dispongano già delle competenze necessarie per lavorare in quasi completa autonomia.

OGGETTO: Lo stage rivolto a laureati da più di 12 mesi, che aveva inizialmente la finalità del re inserimento, è diventata la tipologia “contrattuale” più diffusa in tutti quei casi in cui l’azienda cerca profili Junior con 1/2 anni di esperienza. Le motivazioni fornite ai candidati sono principalmente due:

1) solo lo stage ci permette di formarti con le nostre metodologie UNICHE nel settore!

2) solo lo stage ci permette di capire se effettivamente sei la persona che stavamo cercando

Propongo allora:

200 ore che l’azienda può utilizzare per formare e valutare il candidato:

Le 200 ore possono essere non retribuite o retribuite con un rimborso spese;

L’azienda deve disporre di un elenco di competenze tecniche e comportamentali (min. 4 indicatori ogni competenza) osservabili e valutabili. Le competenze, che serviranno per la valutazione intermedia e finale devono essere note al candidato fin dal primo giorno;

Il candidato e l’azienda possono scegliere, in maniera consensuale, tra un part time orizzontale/verticolare o un full time;

A metà del percorso è previsto un colloquio di feedback strutturato per monitorare l’andamento dello “stage”;

Al termine delle 200 ore l’azienda, in accordo con il candidato, e sulla base di quanto detto precedentemente deciderà se dare inizio ad un rapporto di lavoro.

COSTI – BENEFICI STIMATI riduzione degli stage che promettono finti inserimenti, impossibilità da parte dell’azienda di ricoprire posizioni effettivamente scoperte utilizzando stagisti a rotazione, utilizzo di forme contrattuali commisurate all’esperienza del candidato, dati istat che rispecchiano maggiormente la situazione attuale del mondo del lavoro

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"Ti Condanno…al reinserimento sociale" – Lavoro per i detenuti

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TITOLO: “TI CONDANNO AL REINSERIMENTO SOCIALE” – DIMINUIRE LA RECIDIVA CON IL LAVORO DEI DETENUTI!

OBIETTIVO DELLA PROPOSTA: Tornare a veder salire la percentuale dei detenuti al lavoro sopra il 50% (ora a meno del 20%) e consentire in tal modo la diminuzione vertiginosa dei condannati recidivi (DATI ALLA MANO, DEI DETENUTI CHE LAVORANO IN CARCERE O FUORI SOLO L’1% RITORNA A COMMETTERE REATI!)

OGGETTO:

  • Sperimentazione dei “SOCIAL IMPACT BOND” per l’incentivo del lavoro dei detenuti mediante assunzione da parte di soggetti privati: lo Stato emette obbligazioni che verranno acquistate dalle imprese o cooperative datrici di lavoro dei detenuti. Con tali fondi verranno pagati i detenuti al lavoro e le imprese si vedranno restituito, oltre alla somma anticipata, un interesse del 10-15% a saldo ogni tre anni proporzionato alla riduzione progressiva della recidiva nelle carceri. MENO SOVRAFFOLLAMENTO DELLE CARCERI, DETENUTI CHE IMPARANO UN MESTIERE E ANTICIPAZIONE DI FONDI ALLO STATO!
  • Rinnovo delle COMMISSIONI PER IL LAVORO DEI DETENUTI istituite presso gli uffici regionali del DAP e presso le Direzioni carcerarie: SONO INATTIVE DAL 1996!
  • RETRIBUZIONE DEI DETENUTI GARANTITA MA IN COMPENSAZIONE: 80% della retribuzione torna allo Stato come anticipo della restituzione delle spese di mantenimento e di giudizio del detenuto – il 20% viene erogato al detenuto direttamente sotto forma di MECCANISMO PROPORZIONALE A GETTONI (ad esempio, ogni 10 gettoni 1 euro)

COSTI – BENEFICI STIMATI: Oggi di 54.500 detenuti circa, soltanto il 15 per cento lavora, se non meno! L’obiettivo è farne lavorare più della metà al fine di DIMINUIRE LA RECIDIVA, GARANTIRE UN REINSERIMENTO SOCIALE DEI CONDANNATI, insegnando loro un  mestiere e così facendo diminuire le continue procedure di infrazione che l’Italia ha aperte verso la UE.

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“CURATI DI CURARMI”! – Medicina difensiva

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TITOLO: “CURATI DI CURARMI” – Piccoli rimedi alla medicina difensiva

OBIETTIVO DELLA PROPOSTA: Riduzione della medicina difensiva mediante introduzione nelle strutture sanitarie di sistemi di Risk Management con a capo primari Risk Manager. Sistema di responsabilità diretta della struttura sanitarie e NO BLAME PARZIALE per i medici.

OGGETTO:

  • SISTEMA DI RIVALSA DIRETTA SOLO NEI CONFRONTI DELLE STRUTTURE SANITARIE COPERTE DA FONDI REGIONALI AD HOC (pubblici e privati-banche- compagnie mutualistiche partecipate dagli ospedali) + SISTEMA NO BLAME ossia di non responsabilità diretta del medico, il quale risponde solo nei casi di dolo o colpa grave (quando la struttura del SSN si rivale su di lui) accertata sulla base del parametro di difficoltà dell’intervento
  • SISTEMA DI RISK MANAGEMENT negli ospedali e nelle strutture pubbliche e private convenzionate: controllo e mappatura delle aree di rischio per migliore gestione delle stesse e prevenzione dei casi limite o dei casi ricorrenti.
  • MODIFICA DELLA ATTUALE LEGGE BALDUZZI: introduzione di confini precisi per il concetto di colpa grave e rispettivamente di colpa lieve (giustamente depenalizzata!) e chiarimento della natura contrattuale o extracontrattuale della responsabilità del singolo professionista, con relativo chiarimento sui tempi di prescrizione.
  • PATENTINO BONUS-MALUS i medici e TETTO MAX AI RISARCIMENTI: i medici pur rispondendo solo nei casi limite di rivalsa della struttura sanitaria, potrebbero essere dotati di una specie di assicurazione bonus-malus che va in compensazione ogni 3/5 anni e li costringe a risarcire, ove in Malus al momento del saldo, quanto in eccedenza rispetto al bonus.

Chiaramente questo esclusivamente per la responsabilità civile in una logica di prevenzione della medicina difensiva. Il penale resta immutato salvo LIMITI PRECISI ALLA COSTITUZIONE PARTE CIVILE NEL PROCESSO PENALE!

COSTI – BENEFICI STIMATI: La medicina difensiva pesa OGGI 10 MILIARDI DI EURO ALL’ANNO sul bilancio pubblico. I risultati attesi porterebbero ad un risparmio di circa il 20% all’inizio e poi a salire!

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